“Cosa hanno in comune alcuni detenuti reclusi presso il 7° reparto del carcere di Bollate che hanno realizzato questo album musicale? Probabilmente molto poco, visto che arrivano tutti ”…Da Mille Strade Diverse”.
Ma a spingere queste persone a collaborare per quasi un anno con l’obiettivo di presentare questo insolito progetto, è stato qualcosa di più profondo di un periodo di condanna da dover scontare insieme.
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I proventi serviranno per l’acquisto di strumenti musicali mancanti presso la Sala Musica del carcere
Il successo del progetto “Da mille strade diverse…” racconta come la carità e l’arte possano trasformare il tempo della pena in un percorso di rinascita.
Si è conclusa con un risultato straordinario l’iniziativa che ha visto la nostra comunità camminare idealmente al fianco dei detenuti del Settimo Reparto della Casa di Reclusione di Milano-Bollate. Grazie alla generosità di molti, il progetto musicale “Da mille strade diverse…” è diventato una realtà concreta, dimostrando che la musica può essere un potente strumento di riscatto e di incontro.
Il cuore del progetto è stato la produzione di un CD contenente quattro brani classici rivisitati con nuovi arrangiamenti e un canto inedito pensato per la liturgia. Questa iniziativa non è stata solo una raccolta fondi, ma un’occasione preziosa per far conoscere la vita e le attività di un ambiente, quello del carcere, spesso vittima di pregiudizi e stereotipi. Per i detenuti che hanno progettato e cantato i brani, l’album ha generato una gioia profonda, un’esperienza non scontata in un contesto di privazione della libertà.
La risposta della comunità è stata commovente. Sono stati raccolti fondi che hanno permesso di coprire le spese di produzione (circa 1.100 euro) e di acquistare nuovi strumenti musicali e attrezzature tecniche per oltre 3.700 euro. Questi materiali sono destinati alla rinnovata sala musica del Settimo Reparto, che sarà presto sottoposta a un restauro funzionale completo grazie alla collaborazione con la Fondazione Antonio Carlo Monzino.
L’obiettivo è ambizioso: riconsegnare all’Istituto uno spazio che non sia solo un luogo di svago, ma un vero contesto formativo. Qui, le persone recluse possono coltivare competenze professionali utili per il loro reinserimento nella società al termine della pena, imparando a esprimere se stessi attraverso il linguaggio universale della musica.
Come ricordava don Primo Mazzolari, nessuno di noi ha il diritto di essere severo in nome di un privilegio, poiché se non abbiamo varcato la soglia del carcere è spesso perché qualcuno ha pagato per noi. La quotidiana condivisione con chi ha conosciuto il male insegna che la misericordia ha mille volti: può essere un abbraccio, una mano tesa o, più concretamente, la possibilità di cantare insieme.
È proprio questa misericordia a dare senso alla parola “giustizia”, sottraendola al “freddo formalismo del conto dei giorni monotoni”. Le parole di stima e vicinanza giunte da tanti fedeli durante la distribuzione dei CD sono state riportate ai detenuti, che hanno sentito forte il calore di una carità che sa di Vangelo.
Un ringraziamento di cuore
La Cappellania di Bollate, ed io in particolare, desidera ringraziare ogni singolo donatore. Grazie per aver creduto in un’impresa che sembrava complicata, ma che l’amore fraterno ha reso possibile. Perché, come diceva San Giovanni Paolo II: «L’amore è la forza che trasforma e migliora il mondo»
9 maggio 2026
Diacono Emiliano
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